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GLI ZUCCHERI: tra dolcezza e amarezza

Il sapore dolce ha da sempre esercitato una forte attrazione sull’uomo, ma essendo presente in natura all’interno dei cibi non ha mai creato problemi. Questa propensione è ben nota a una parte dell’industria alimentare che l’ha sfruttata per rendere più appetibili i cibi destinati al consumo umano, infarcendoli di zuccheri (siano essi estratti da fonti naturali o prodotti artificialmente).

La crescita continua del consumo dei prodotti zuccherati sin dall’infanzia, ha creato una sorta di dipendenza da essi e contestualmente si è assistito ad un aumento di sovrappeso, obesità e di malattie cronico degenerative, SiMe (Sindrome Metabolica), Diabete, ..

I dati dell’O.M.S.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) raccomanda che il consumo di zuccheri semplici sia meno del 10% delle calorie totali ingerite, mentre consiglia un target inferiore al 5% per avere ulteriori benefici per la salute (1). Questo si traduce, nel primo caso, in 50 g di zucchero in una dieta da 2.000 Kcal o in 25 g nel secondo. A titolo di esempio negli Stati Uniti, tra i maggiori consumatori mondiali di zucchero, la quantità media assunta per persona è di 126 grammi e, in generale, le percentuali maggiori si trovano nei bambini!

Quanto zucchero e dove
  • 1 cucchiaino di zucchero equivale a 4-5 g
  • 1 lattina di bibita contiene circa 35 g di zucchero
  • 1 vasetto da 125 g di yogurt alla frutta può contenere anche più di 15 g di zucchero aggiunto
  • 100 g di biscotti ne contengono in media 25 g
  • 100 g di cereali per la colazione ne possono avere dai 25 ai 37 g
  • 100 g di gelato artigianale da 16 a 22 g di zucchero aggiunto

Una valida alternativa sarebbe quella di riappropriasi del sapore dolce naturalmente presente nei cibi, sempre accompagnato da fibre vegetali (come nella frutta) e di usare zuccheri aggiunti con moderazione e nel contesto di un’alimentazione bilanciata.